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lunedì 18 marzo 2013

ResearchItaly


 “ResearchItaly”, il nuovo portale web del Miur, vetrina per la ricerca italiana d’eccellenza.
Martedì 19 marzo 2013, alle ore 9.30 presso la sala della Comunicazione del Miur, in viale Trastevere 76/A, verrà presentato il documento conclusivo “Horizon 2020 Italia” alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo e di John Bell, capo di Gabinetto del Commissario alla Ricerca, Innovazione e Scienza Maire Geoghegan-Quinn.

Il documento, frutto della consultazione pubblica portata avanti dal Miur dall’11 ottobre al 16 novembre 2012 che ha coinvolto circa 6.000 cittadini, fornisce all’Italia la base per una programmazione settennale su ricerca e innovazione all’interno di un Programma Quadro nazionale. A livello europeo l’Italia risulta l’unico Paese ad aver una pianificazione dal 2014 al 2020 sincrona con l’Europa.

Alla presentazione del documento, da parte di Raffaele Liberali, Capo Dipartimento per l’Università, l’AFAM e la Ricerca del Miur, Fulvio Esposito consigliere del Ministro ed Emanuele Fidora, Direttore Generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca, seguirà una tavola rotonda a cui parteciperanno, Fabrizio Barca, Ministro per la Coesione Territoriale, Marco Mancini, Presidente della Conferenza dei rettori Università Italiane, Luigi Nicolais, Presidente del Consiglio Nazionale delle ricerche e Diana Bracco, Vice Presidente per la Ricerca e l’Innovazione di Confindustria.
Verrà presentato per l’occasione anche il nuovo portale web del Miur “ResearchItaly” sviluppato dal Consorzio CINECA, nato con l’obiettivo di fotografare, supportare e promuovere la ricerca italiana d’eccellenza.
L’evento potrà essere seguito in streaming al seguente indirizzo: http://www.miur.it/stream/streaming.htm.

giovedì 17 gennaio 2013

La scienza buona da mangiare

Un interessante documentario è stato realizzato da AREA Science Park di Trieste in tema di sicurezza alimentare e nutrizione.  AREA Science Park è il primo parco scientifico italiano istituito nel 1978, in concomitanza con la creazione dei più importanti e prestigiosi parchi a livello mondiale . Il documentario è un'analisi di ciò che mettiamo nei piatti : dal gusto al profumo dei cibi, dai principi nutritivi alla conservazione. Temi che sono alla base della ricerca scientifica dei laboratori di Area e che possono aiutare l'industria alimentare  a migliorare i sistemi di produzione e conservazione .

 

mercoledì 16 novembre 2011

Gli speciali di Zanichelli Aula Scienze

 
 A ogni cosa il suo nome

Un' altra bella pagina di scienze naturali pubblicata da Zanichelli Aula Scienze, in cui si affronta il tema della classificazione dei viventi da Linneo fino alle nuove scoperte in campo biologico e tecnologico. I recenti progetti  in biologia molecolare hanno consentito un’acquisizione sempre più approfondita di informazioni riguardanti i geni e il genoma di un numero sempre più elevato di specie tale da dare vita al progetto Barcoding of Life ( iBOL- progetto internazionale codice a barre della vita ) , la più grande iniziativa di genomica biodiversità mai intrapresa a cui  lavorano scienziati di biodiversità, specialisti di genomica, tecnologi e studiosi di etica di 25 nazioni. L'obiettivo è quello di associare ad ogni specie conosciuta  una sorta di codice a barre (barcode) costituito da una sequenza precisa di nucleotidi  all'interno di un  piccolo segmento di DNA.
Il progetto  KeyToNature, un progetto europeo coordinato dall'Università di  Trieste,  attraverso strumenti innovativi  ha permesso di realizzare guide per l'identificazione degli organismi. Il sito italiano di KeyToNature - Dryades consente l' accesso a centinaia di guide interattive , a gallerie di foto e disegni, a motori di ricerca per nome scientifico e comune, a banche dati sulla biodiversità in Italia. Il progetto prevede la costruzione di centinaia di giude per le scuole  attraverso il coinvolgimento di una Rete Nazionale di Esperti a supporto dei progetti didattici  presentati dalle singole scuole.
Di tutto questo e altro si parla con lo studioso di sistematica zoologica e di biologia evoluzionistica dello sviluppo Alessandro Minelli dell'Università di Padova.

A conclusione dell'articolo non mancano suggerimenti per la didattica , approfondimenti e link a siti specialistici per il lavoro in classe.
Zanichelli - Aula Scienze :  "A ogni cosa il suo nome" 

giovedì 10 novembre 2011

Incontro con Margherita Hack : Il mio infinito


Venerdì 11 novembre alle ore 18 incontro con l’astrofisica e divulgatrice scientifica Margherita Hack per dialogare, partendo dai contenuti del libro “Il mio infinito” edito nel 2011, sui rapporti tra scienza ed etica, con particolare attenzione alla questione dei limiti posti alla ricerca scientifica.
La serata muoverà dai contenuti del libro che racconta come si è evoluta la nostra capacità di leggere il cielo e con essa la visione scientifica del mondo – dagli astronomi della Grecia classica alla nascita della scienza moderna con Galileo e Keplero, alle scoperte di Newton, per arrivare all’astronomia e alla fisica quantistica dopo le rivoluzioni del Novecento – per poi iniziare un dialogo volto ad approfondire i due approcci attraverso cui l’uomo ha affrontato il tema dell’infinito e della nascita dell’Universo: quello della scienza e quello dell’etica. Si parlerà così del rapporto fra razionale e irrazionale, di scetticismo, volontà democratica e limiti alla ricerca, di educazione e scienza.
Da scienziata, senza dare risposte definitive ma indicando le domande che l’uomo di scienza deve porsi per cominciare a capire il mistero dell’origine dell’Universo, Margherita Hack affronterà le questioni più attuali e dibattute di questo rapporto.
Modera l’incontro presso l‘Aula Magna del Museo delle Scienze di Trento, Alexander Schuster dell’Università degli Studi di Trento.

Fonte: trentoblog

mercoledì 22 giugno 2011

CIRO - il dinosauro meglio conservato al mondo - Museo Civico di Milano

Ciro, autopsia di un dinosauroEcco CIRO (Scipionyx samniticus) , il piccolo dinosauro vissuto 110 milioni di anni fa e scoperto nel 1980 a Pietraroja in provincia di Benevento. La sua caratteristica è qualla di aver conservato i tessuti molli degli organi interni tanto da poter studiare anche i batteri contenuti nell’intestino. Il suo ritrovamento, quindi , si è rivelato  una vera e propria miniera di informazioni per gli studiosi che hanno potuto analizzare e descrivere grazie a tecniche  innovative,  come fotografia in luce ultravioletta, TAC e microscopia elettronica  scansione (SEM),  la sua anatomia , risalendo anche alle possibili cause della sua morte dato l'eccezionale stato di conservazione dei suoi resti.  I risultati  di questi anni di studio sono stati raccolti in un libro di 300 pagine dai paleontologi del Museo di  Storia Naturale di Milano, Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco. Ciro è lungo 50 centimetri e pesa 200 grammi ed il suo scheletro è abbastanza conservato dalla testa  fino alla coda, ha i  denti e  gli artigli, parte della trachea, residui dell’esofago, tracce del fegato, l’intero intestino, i vasi sanguigni, capillari, muscoli. La sua vita  si pensa sia stata breve per le strane proporzioni del corpo, gli occhi grandi e il muso corto, la fontanella ancora visibile nel cranio e la presenza di una cavità che ospitava la sacca del tuorlo.Attraverso le analisi  è stato possibile risalire anche al suo pasto prima di essere inghiottito dal mare ed essere seppellito dai sedimenti .
Il  Museo Civico di Storia Naturale di Milano  mette a disposizione i risultati della ricerca .

venerdì 17 giugno 2011

La matematica è in tutti noi ....

E' quanto emerge da uno studio effettuato  su una popolazione chiamata Mundurucu da un gruppo di ricerca guidato dal matematico e neuroscienziato Stanislas Dehaene del Centro Nazionale di Ricerche Scientifiche francese e pubblicato sulla rivista Pnas, .
Chi sono i MUNDURUKU?
Sono gli abitanti di un villaggio isolato dell' Amazzonia  in  quale manca ogni accesso all’informazione tipica delle società contemporane e completamente privi di istruzione matematica, non utilizzano strumenti di misura o bussole, non hanno  mappe: le loro parole per le direzioni sono limitati all'alba,al  tramonto, a monte e a valle. La lingua di Munduruku ha poche parole per i numeri  (che comunque utilizzano) ma non oltre cinque, usano il concetto di "pochi' e 'molti' ma non costantemente; non possiedono i termini relativi al triangolo o al quadrato, se non il cerchio, non sanno esprimere i concetti di rette parallele, linee, punti o angoli ... eppure i  ricercatori hanno scoperto che comprendono molti principi della geometria, così come fanno i bambini americani e in alcuni casi quasi come gli adulti.
I test sono stati somministrati  ad un campione costituito da 22 adulti e 8 bambinie confrontando i risultati con prove equivalenti su un campione costituito da studenti francesi e statunitensi : i Mundurucu hanno mostrato comprensione comparabili e  anche  performace migliori in particolare sulla conoscenza delle superfici sferiche. Al campione veniva mostrata una serie di diapositive illustranti vari concetti geometrici, ogni diapositiva aveva sei immagini, cinque di esse erano esempi del concetto, una non ne faceva parte ; le risposte sono state positive per il 64% dei bambini e l'83% degli adulti in un rapporto che non discosta molto da quello del campione di riferimento.
I ricercatori hanno anche testato la capacità di usare  mappe, dimostrando che i Munduruku che non avevano mai visto una mappa prima erano in grado di trovare degli oggetti   precedentemente nascosti .
La capacità  di identificare  le forme geometriche sembra quindi indicare che i concetti della geometria siano innati e conformi alla geometria euclidea , anche in assenza di un apprendimento derivato da un insegnamento formalizzato e dallo studio dei concetti derivanti dai  libri di testo scolastici.

Lo studio è  stato pubblicato in Proceedings of National Academy of Sciences degli Stati Uniti a PNAS.org.
Proceedings of the National Academy of Sciences di Stati Uniti d'America
Pnas, fin dalla sua fondazione nel 1914,  pubblica rapporti di ricerca all'avanguardia, commenti, recensioni, prospettive, documenti di colloquio e azioni dell'Accademia  in PNAS Early Edition.
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lunedì 3 gennaio 2011

2011 - L'anno della chimica


Intervista de "La Repubblica"a
Piergiorgio Odifreddi - 2 gennaio 2011


L'anno dell'atomo


Ogni nuovo anno porta con sé innumerevoli anniversari. Uno dei più significativi del 2011 è sicuramente il centenario del modello atomico, che ha cambiato la nostra percezione del mondo ed è entrato a far parte del nostro immaginario. Lo dimostra il fatto che ancor oggi, dai libri di testo per le scuole ai logo delle organizzazioni nazionali o internazionali, l' atomo si rappresenta come lo pensò per la prima volta Ernest Rutherford nel 1911: cioè, come un sistema solare in miniatura, con un nucleo di protoni e neutroni al posto del Sole, e un sistema di elettroni in orbita attorno ad esso al posto dei pianeti. Naturalmente, non è stato Rutherford a inventare l' atomismo. Anzi, non sono stati neppure gli scienziati moderni. L' idea risale agli antichi greci in generale, e Leucippo e Democrito in particolare. E già un secolo prima della nostra era il poeta latino Lucrezio l' aveva divulgata nel De rerum natura: un meraviglioso poema materialista e razionalista, che farebbe tanto bene agli studenti, se fosse insegnato al posto delle troppe opere idealiste e irrazionaliste. Tra le molte cose utili e belle che Lucrezio dissemina nei suoi versi, ci sono anche gli argomenti a favore dell' esistenza degli atomi. In particolare, quello che sarà poi ripreso da Kant nella seconda antinomia della Critica della ragion pura: «Se non ci fossero gli atomi, ogni corpo consisterebbe di parti infinite, e allora quale sarebbe la differenza fra l' universo e la più piccola delle cose?» Soprattutto, Lucrezio suggerisce che le cose possono essere costituite da atomi invisibili alla vista, attraverso una serie di convincenti analogie. Il pulviscolo atmosferico, reso visibile da un raggio di Sole che penetra in una stanza, e la cui danza offre un modello dell' eterno tumulto degli atomi nel grande vuoto. Oppure, le pecore che si aggirano saltellando sui prati, e i soldati delle legioni che avanzano nei campi, i cui movimenti individuali appaiono indistinti a un osservatore lontano. E infine le parole, che pur essendo tutte costituite delle stesse poche lettere dell' alfabeto, «denotano il cielo, il mare, la terra, i fiumi, il sole, le messi, gli alberi e gli esseri viventi». Nonostante la divulgazione di Lucrezio, i brillanti argomenti degli atomisti non convinsero gli antichi, così come non li avevano convinti gli altrettanto brillanti argomenti degli eliocentristi. Il risultato fu che entrambe queste verità rimasero ibernate per due millenni, fino a quando vennero scongelate dagli scienziati moderni: Galileo, in particolare, che pagò cara la sua audacia in entrambi in campi. Per sdoganare scientificamente la teoria atomica della materia si dovettero aspettare le ricerche chimiche intraprese agli inizi dell' Ottocento da John Dalton. Ma ancora agli inizi del Novecento, nonostante la sistematizzazione effettuata nel 1869 da Dmitrij Mendeleev con la sua Tavola degli elementi, rimanevano degli scettici. Primo fra tutti Wilhelm Ostwald, premio Nobel per la chimica nel 1909, che riteneva l' atomismo solo un' utile finzione. La prova definitiva dell' esistenza degli atomi venne da un lavoro del 1905 di Albert Einstein. Non quello più famoso sulla relatività speciale, ma uno precedente «sul moto di piccole particelle in sospensione nei liquidi a riposo», scoperto nel 1823 da Robert Brown e osservabile al microscopio. La prima impressione è che si tratti di una qualche forma di vita, ma Einstein dimostrò che il movimento è in realtà prodotto dalla vibrazione delle molecole atomiche che compongono il liquido. Secondo un' immagine di Richard Feynman, che possedeva un po' del talento lieve di Lucrezio, è come se noi osservassimo da molto lontano delle enormi palle in uno stadio (le particelle in sospensione), urtate da una folla di persone che va e viene (le molecole del liquido), ma che non riusciamo a distinguere per la distanza. Vedremmo allora soltanto le palle muoversi, con un incessante movimento irregolare (il moto browniano). Ovviamente, il problema fondamentale dell' atomismo riguarda la struttura stessa degli atomi. Lucrezio li immaginava provvisti di uncini. Nel 1696 Niklaas Hartsoecker sostituì agli uncini degli aculei. Nel 1808 Dalton passò alle palle da biliardo. Ma le cose si complicarono nel 1897, quando Joseph Thomson scoprì che gli atomi non erano affatto indivisibili e risultavano invece composti di particelle positive pesanti (protoni) e particelle negative leggere (elettroni). La scoperta gli fruttò il premio Nobel per la fisica nel 1906,e gli ispirò un modello in cui gli elettroni erano conficcati nella pallina del nucleo come le uvette nel panettone. Alla fine di questa lunga storia arrivò finalmente Rutherford, che nel 1908 scoprì che se si sparavano delle particelle alfa leggere contro una sottilissima lamina di un materiale pesante come l' oro, la maggior parte di esse l' attraversava senza deviare la propria traiettoria: dunque, la materia doveva essere in massima parte vuota. Ma a volte alcune di quelle particelle rimbalzavano indietro, come se avessero incontrato un ostacolo: dunque, la materia doveva essere in massima parte concentrata in un nucleo pesante. La scoperta valse a Rutherford il premio Nobel per la chimica quello stesso anno. Poi, nel 1911, propose finalmente il modello planetario che, a onor del vero, oggi è doppiamente sorpassato. Anzitutto perché, come scoprì il suo studente Niels Bohr nel 1913, non è stabile: per renderlo tale, bisogna supporre che gli elettroni non possano stare a qualunque distanza dal nucleo, come i pianeti col Sole, ma solo a particolari distanze fisse. E poi, perché gli elettroni non sono in realtà palline, ma nubi: dunque, risultano più simili a fasce di asteroidi che a pianeti. Ma tant' è, il modello è troppo bello per essere abbandonato,e noi continuiamo a mostrarlo e amarlo. Così come facciamo con le foto che ci ricordano i bei tempi andati, quando ci sentivamo tanto più giovani e belli, benché fossimo solo molto più semplici e ingenui. -

PIERGIORGIO ODIFREDDI

Fonte: La Domenica di Repubblica

venerdì 17 dicembre 2010

LE SCIENZE


I maggiori successi della scienza nel 2010
La prima macchina quantistica, il genoma sintetico, la decifrazione del DNA dell'uomo di Neandertal, i progressi nella possibilità di una profilassi contro l'HIV e altro ancora .....
Come tradizione, in uno dei suoi ultimi numeri dell'anno la rivista Science pubblica un elenco di quelli che secondo i suoi redattori sarebbero i 10 principali successi del 2010.
Inoltre Science ha anche fatto un breve riassunto di quelli che sarebbero i più importanti risultati in questo più ampio lasso di tempo: la scoperta del genoma "spazzatura"; lo sviluppo di una cosmologia "di precisione" con la possibilità di determinare la composizione dell'universo in termini di materia ordinaria, materia oscura e energia oscura; la scoperta di poter ottenere importanti informazioni anche da molecole molto antiche; la conferma della presenza di acqua su Marte; le tecniche di riprogrammazione cellulare; lo sviluppo dell'idea di microbioma come insieme dei genomi di un ospite e di tutti gli organismi che vivono in/con esso; la scoperta e lo studio degli esopianeti; l'identificazione dei meccanismi infiammatori come fattore trainante dello sviluppo delle malattie croniche, del cancro, dell'Alzheimer, dell'aterosclerosi, del diabete e dell'obesità; la creazione dei primi metamateriali; e il progresso nella comprensione dei cambiamenti climatici.

Leggi ancora su Le Scienze:

mercoledì 1 dicembre 2010

I 350 anni della Royal Society


La Royal Society celebra i suoi 350 anni dalla fondazione avvenuta il 30 novembre del 1660 , per l'occasione figure eminenti nel settore scientifico si sono riunite per rispondere a 12 domande riguardanti il futuro. Tutti gli autori interpellati sono esperti nei loro campi e le loro relazioni sono state esaminate da un comitato indipendente perchè la scienza fosse interpretata correttamente e in una prospettiva chiara ed equilibrata. Gli articoli, sono stati pubblicati in Science sees further , tra gli interrogativi anche il “segreto dei numeri primi” la cui risoluzione, secondo Marcus du Sautoy, sarebbe vicina. Questi i temi:
Processo di invecchiamento
Diversità biologica
Cognizione e calcolo
Evoluzione culturale
Vita extra-terrestre
Geoingegneria
Sostenibilità globale
Gas a effetto serra
Nuovi vaccini
Biologia delle cellule staminali
Incertezza nella scienza
Scienza del Web

domenica 31 ottobre 2010

Intervista a Riccardo Giacconi al Festival della Scienza - Genova


Intervista a Riccardo Giacconi , premio Nobel per la Fisica

Il "papà" dell'astronomia a raggi X, Riccardo Giacconi (Premio Nobel per la Fisica nel 2002) è una delle numerose personalità che possono condividere i natali genovesi. Dal 1956, però, vive negli Stati Uniti dove ha iniziato a collaborare con Università di Princeton. Visitando le pagine di wikipedia dedicate al nostro professore è possibile, almeno in parte, farsi un'idea della vastità della sua opera. Promotore della realizzazione del satellite Uhuru, che in lingua swhaili (la piattaforma di lancio fu costruita in Kenya) significa “libertà”, nell'81 inizia dirigere lo Space Telescope Institute della Johns Hopkins University di Baltimora iniziando anche a occuparsi di ottica spaziale, ruolo che, successivamente, lo stimola nell'ulteriore sfida della costruzione del più grande osservatorio terrestre.
Il Video al link:

sabato 24 aprile 2010

Rosalind Franklin : un Nobel negato

Dedicò tutta la vita alla ricerca studiando la struttura del Dna attraverso i raggi X che furono la causa della sua morte prematura. Tuttavia i suoi colleghi, Watson e Crick , non le riconobbero i meriti della sua ricerca.

giovedì 22 aprile 2010

Solar Dynamic Observatory - NASA

Il Sole Esplosivo catturato dalla NASA
Ecco le prime straordinarie immagini







La NASA ha recentemente lanciato Solar Dynamics Observatory, o SDO, che sta inviando le prime immagini che aiuteranno gli scienziati a comprendere meglio i processi dinamici del nostro Sole. Alcune delle immagini dal satellite mostrano fenomeni mai visti prima verso l'esterno e lontano dalle macchie solari. La sonda ha anche fatto le prime misure ad alta risoluzione di brillamenti solari in una vasta gamma di lunghezze d'onda. "Queste immagini iniziali mostrano un sole dinamico che non avevo mai visto in oltre 40 anni di ricerca solare", ha detto Richard Fisher, direttore della divisione heliophysics della NASA a Washington ". SDO cambierà la nostra comprensione del sole e dei suoi processi, che influenzano la nostra vita . Questa missione avrà un enorme impatto sulla scienza, simile a l'impatto del telescopio spaziale Hubble in astrofisica moderna ". Lanciato l' 11 febbraio 2010, SDO è il veicolo spaziale più avanzato mai progettato per studiare il Sole. Durante la sua missione quinquennale, ne esaminerà il campo magnetico fornendo anche una migliore comprensione del ruolo che gioca sull’ atmosfera e quindi sul clima.

mercoledì 7 aprile 2010

I PULCINI E LA MATEMATICA

Un gruppo di ricercatori del Centro mente/cervello di Trento e dell'Università di Padova da tempo studia il comportamento dei pulcini appena nati. Da un precedente studio era emerso che sono in grado di discriminare tra due insiemi numerici distinguendone la numerosità degli elementi indipendentemente da altri fattori come il volume, il colore o la distribuzione nello spazio rivelando di possedere anche capacità mnemoniche. Secondo Rosa Rugani, la ricercatrice del CIMeC che ha coordinato gli esperimenti, “I pulcini sarebbero in possesso di capacità proto-aritmetiche tali da fornire uno straordinario supporto all’ipotesi secondo la quale le rappresentazioni mentali dei numeri sarebbero presenti già alla nascita in tutti i vertebrati”.
Ora da nuovi studi è risultato che i pulcini sono anche in grado di ragionare e per dimostrarlo i ricercatori del CiMeC ,tra cui i docenti Giorgio Vallortigara e Lucia Regolin, li hanno sottoposti a test di logica con associazioni tra figure geometriche e premi in cibo scoprendo che questi erano sempre in grado di capire a quale figura geometrica fossero associati . Inoltre di fronte a problemi legati alla vita sociale come la nacessità di cibo hanno dimostrato di possedere anche forme evolute di pensiero .
Lucia Regolin ha rivelato che tali capacità percettive e cognitive mostrate dai pulcini possano essere innate e verosimilmente potrebbero esserlo anche negli uomini . Quindi queste ricerche possono costituire un modello per lo studio delle basi neurologiche e genetiche della mente sociale umana fin dalla nascita di un bambino e aprire la strada verso la comprensione di alcuni disturbi mentali che coinvolgono lo sviluppo cerebrale.

Intervista a Giorgio Vallortigara : "La forza del pulcino"al link

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Sono docente di scienze matematiche presso il Comprensivo di Vignole Borbera (Al), mi interesso di TIC dal 2004 e dal 2008 di LIM e teleinsegnamento. Dal 2010 sono un tutor operativo per la formazione dei docenti di scuola primaria e secondaria nell'ambito del Piano di diffusione LIM per la regione Piemonte.

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